In questo blog si vogliono proporre idee, contenuti ed esempi di un lavoro teorico e pratico da applicare ad ogni sport, ad ogni categoria, per quanto riguarda l'allenamento delle capacità condizionali e coordinative
giovedì 21 agosto 2014
8 SEDUTE DI PRESEASON
Da pochi giorni ho avuto il piacere di essere contattato dai gestori del sito www.youcoach.it per collaborare con loro attraverso la stesura di articoli inerenti la preparazione atletica nel calcio.
Da qui la pubblicazione del primo contenuto, un programma di otto sedute di pre season da svolgere prima del raduno precampionato in modo da arrivare ai primi allenamenti con una situzione organica e muscolare soddisfacente.
Oltre a stimolare la componente aerobica, il programma prevede un lavoro di tipo preventivo, caratterizzato da esercizi propriocettivi e di core stability.
Di seguito il link che rimanda al sito youcoach.it, dal quale è possibile visualizzare l'articolo.
http://www.youcoach.it/contenuto-premium/pre-preparazione-campionato-8-allenamenti-da-svolgere-prima-del-raduno
mercoledì 9 ottobre 2013
martedì 12 luglio 2011
SCALDIAMO I MOTORI
L'estate sta trascorrendo veloce... tra spiaggia, sole, mare e vacanze è già tempo di prepararsi alla nuova stagione che quest'anno comincia prima del solito a causa della generale anticipazione dell'inizio dei campionati; ebbene tra pochi giorni le prime squadre (alcune sono già in ritiro) cominciano la nuova avventura targata "2011-2012".
Per questo è mia intenzione proporre una sorta di "demo" di un programma di pre-preparazione rivolto ai calciatori; un programma di carattere aerobico a bassa e media intensità e di tonificazione muscolare, in particolar modo per il tronco ed il dorso.
Ritengo fondamentale che qualsiasi giocatore, sia esso di settore giovanile (a partire dagli allievi) o di prima squadra, arrivi al raduno con un minimo di benzina nelle gambe. Questo lo ritengo fondamentale per due semplici, ma indispendabili motivi:
- assorbire al meglio i carichi di lavori proposti dallo staff tecnico in preparazione;
- prevenire infortuni muscolari ed articolari causati non dall'eccessivo carico, ma da una carenza di condizione che non permetterebbe loro di adattarsi anche ai più blandi stimoli di lavoro.
Per questo è mia intenzione proporre una sorta di "demo" di un programma di pre-preparazione rivolto ai calciatori; un programma di carattere aerobico a bassa e media intensità e di tonificazione muscolare, in particolar modo per il tronco ed il dorso.
Ritengo fondamentale che qualsiasi giocatore, sia esso di settore giovanile (a partire dagli allievi) o di prima squadra, arrivi al raduno con un minimo di benzina nelle gambe. Questo lo ritengo fondamentale per due semplici, ma indispendabili motivi:
- assorbire al meglio i carichi di lavori proposti dallo staff tecnico in preparazione;
- prevenire infortuni muscolari ed articolari causati non dall'eccessivo carico, ma da una carenza di condizione che non permetterebbe loro di adattarsi anche ai più blandi stimoli di lavoro.
PROGRAMMA PRE-PREPARAZIONE
Adatto ad ALLIEVI, JUNIORES e PRIMA SQUADRA
ALLENAMENTO 1
- FORZA TRONCO: 4 GIRI
o 15 Addominali retti
o 20+20 dorsali
o 15 +15 addominali obliqui
o 10 flessioni
- AEROBICO:
o 10 minuti riscaldamento corsa lenta
o 2 serie da 10 minuti, corsa con variazioni: 50 sec. lenti + 10 sec. veloci, recupero tra sere 4 minuti
o 5 minuti corsa lenta defaticante
ALLENAMENTO 2
- FORZA TRONCO: 4 GIRI
o 15 Addominali retti
o 20+20 dorsali
o 15 +15 addominali obliqui
o 10 flessioni
- AEROBICO:
o 10 minuti riscaldamento corsa lenta
o 3 serie da 8 minuti, corsa con variazioni: 50 sec. lenti + 10 sec. veloci, recupero tra sere 3 minuti
o 5 minuti corsa lenta defaticante
ALLENAMENTO 3
- FORZA TRONCO: 4 GIRI
o 20 Addominali retti
o 25+25 dorsali
o 18 +18 addominali obliqui
o 12 flessioni
- AEROBICO:
o 10 minuti riscaldamento corsa lenta
o 2 serie da 10 minuti, corsa con variazioni: 45 sec. lenti + 15 sec. veloci, recupero tra sere 4 minuti
o 5 minuti corsa lenta defaticante
ALLENAMENTO 4
……
ALLENAMENTO 5
……
ALLENAMENTO 6
……
ALLENAMENTO 7
……
ALLENAMENTO 8
…….
ALLENAMENTO 9
…….
ALLENAMENTO 10
AEROBICO:
o 10 minuti riscaldamento corsa lenta
o 4 Serie da 4 minuti, corsa intermittente: 15’’ lenti + 15’’ allungo; rec 2’ tra serie
o 5 minuti corsa lenta defaticante
venerdì 27 maggio 2011
DIAMO QUALITA' AL LAVORO DI FORZA
Quando si parla di forza, nella stragrande maggioranza dei casi si associa questo concetto al lavoro in palestra, con le macchine e/o con dei sovraccarichi (bilanceri, manubri ecc) o al lavoro pliometrico sul campo (balzi, ricadute, gradoni ecc).
Premesso che questi lavori sono sicuramente efficaci dal punto di vista quantitativo, si deve capire fino a che punto tale lavoro è anche qualitativo: se andiamo ad analizzare un gesto calcistico, sia esso a secco o con palla, in nessuno dei casi ci si avvicina ai tipi di lavori nominati precedentemente.
Ciò significa che biomeccanicamente e in maniera specifica non si va ad intervenire sulla qualità del gesto e ciò che essa comporta, ma si stimola solo la componente muscolare, dando tonicità e un incremento di forza ai distretti sottoposti ai carichi.
In una partita di calcio, i gesti che richiedono un’espressione di forza sono inquantificabili: un colpo di testa, uno sprint, un’accelerazione, una frenata, un cambio di direzione, una copertura di palla, un tiro in porta, sono tutti movimenti che per essere fatti con la giusta intensità richiedono una componente di forza notevole.
È però chiaro che prima di parlare di efficacia, si deve insegnare ai nostri atleti la gestualità: cosi come si insegna inizialmente la biomeccanica di uno squat o di una spinta alla pressa, è altrettanto opportuno dedicare del tempo a ciò che caratterizza la qualità dei gesti richiesti, ossia la tecnica di esecuzione.
Se non si interviene inizialmente su questo, è certo che la performance gestuale degli atleti non sarà qualitativamente elevata: essa sarà cosi meno economica (sia muscolarmente sia dal punto di vista coordinativo-motorio) e, di conseguenza, meno efficace.
Entrando nel cuore dei gesti specifici, personalmente le situazioni di gara che vado ad allenare, dando alle esercitazioni un obiettivo di forza oltre che coordinativo, sono:
- i cambi di direzione;
- la coperura palla;
- il colpo di testa.
Prima di analizzarli singolarmente, credo sia opportuna una premessa per quanto riguarda la definizione dell”obiettivo dell’esercitazione”; ho scritto poche righe fa che i due obiettivi, di forza e di coordinazione, non devono essere visti come due “categorie” indipendenti: perché la prestazione gestuale sia qualitativamente efficace, e quindi venga espressa la massima espressione di forza possibile, è fondamentale che il gesto sia coordinativamente corretto, al fine di avere un movimento energicamente poco dispendioso e totalmente concentrato sulla richiesta (grazie ad una buona coordinazione intermuscolare ed intramuscolare).
I CAMBI DI DIREZIONE: è il gesto a secco più frequente, e meno allenato, che un calciatore si ritrova a compiere in partita; analizzandolo e scomponendolo, si possono ricavare tre fasi che lo determinano, ognuna caratterizzata da una altissima componente di forza:
- una prima fase di frenata, in cui si deve accorciare la lunghezza dei passi al fine di avere una coordinazione ed un equilibrio corretto per le successive fasi;
- una seconda, microscopica fase di arresto per invertire il senso di marcia in cui è fondamentale essere meccanicamente in posizione corretta (con posizione del baricentro abbassata e sopra gli appoggi, e arti superiori che bilanciano l’eventuale disequilibrio);
- una terza ed ultima fase di accelerazione verso la destinazione (avversario, palla) che deve essere tecnicamente esatta: primi appoggi caratterizzati da una progressiva apertura del passo di corsa, nei quali imprimere sempre la massima forza per poi, a seconda della distanza da percorrere, “aprire notevolmente” gli appoggi.
IL COLPO DI TESTA: è uno dei gesti che richiede un elevato accoppiamento tecnico-coordinativo/atletico; in esso sono racchiuse molte componenti quali lettura della traiettoria, stacco monopodalico, atterraggio bi podalico, coordinazione arti superiori – arti inferiori, gesto tecnico. Risulta chiaro che staccare, ossia saltare, corrisponde ad un balzo, che nulla però ha a che vedere con quelli più comunemente usati, fatti eseguire tra ostacoli, dal momento che gli angoli di lavoro, e di conseguenza l’apertura e la chiusura delle catene cinetiche sono diversi, rendendo pertando diverse le espressioni di forza necessarie per lavorare a quegli angoli di lavoro.
LA COPERTURA PALLA: situazione anch’essa molto frequente che prevede una tensione globale di tutti i muscoli posturali (addominali, dorsali, glutei, polpacci ecc) con l’obiettivo di impedire all’avversario di rubare palla. Si verifica quando si riceve palla da una rimessa laterale, quando la palla sta ricadendo dopo un rimbalzo, quando si vuole coprire il pallone che sta uscendo lateralmente o sul fondo, ecc…
Sono tutte occasioni in cui la muscolatura del giocatore, per brevi istanti, si trova in tensione e che quindi va allenata in settimana sia come obiettivo di forza (isometrica), che tecnico-tattico (capacità di coprire palla).
Per tutti e tre gli esercizi, è chiaro che a fare la differenza, oltre all’intensità richiesta, è anche il volume, ossia la quantità, il numero di serie e/o di ripetute.
In tutti e tre i casi, essendo richiesto il massimo dell’intensità e della “qualità” di lavoro, risulta fisiologico non poter sostenere l’esercizio per più di un breve tempo (qualche secondo) e per più di un certo numero di contrazioni muscolari (8-10), poiché tempo di esecuzione e qualità della performance sono inversamente proporzionali.
Per questo, detto in semplici parole, è opportuno far lavorare il giocatore con serie che durano tanto quanto la massima intensità di esecuzione sia permessa.
…. Ma quindi la forza fatta in maniera “classica”…. non serve e/o non va fatta fare??? NO, personalmente la ritengo molto utile, soprattutto se l’obiettivo è quello di lavorare dal punto di vista preventivo e di tonificazione (quindi in particolar modo ad inizio stagione). Altrettanto importante la ritengo per lavorare in presenza di carenze di forza in determinati distretti muscolari o nel caso di recupero infortuni.
Sul campo, in settimana tipo, è anche proponibile, ci mancherebbe, ma NON deve essere l’unica scelta da attuare; anzi, forse sarebbe opportuno considerarla “un’alternativa” al lavoro di forza specifica che settimanalmente viene proposto sul campo, il che si avvicina di più alle richieste di gioco.
mercoledì 27 aprile 2011
LA PREVENZIONE COME FORMA DI RISCALDAMENTO NEL CALCIO
Spesso si parla di prevenzione, ma ancora più spesso la si trascura; per questo credo sia giusto dedicare ad essa il giusto spazio, sia all'interno della settimana, che, soprattutto, all'interno della seduta. E' consigliabile, dal momento che la proposta dei lavori preventivi deve essere fatta in uno stato di non affaticamento muscolare, inserire questo tipo di lavori ad inizio seduta, nei primi giorni della settimana, attraverso delle forme di riscaldamento che stimolino gesti quali la mobilità articolare, la coordinazione, la propriocettiva, ecc....
Quando si parla di prevenzione, possiamo intendere:
Dal momento che la qualità è molto più importante della quantità è fondamentale concentrarsi su questi aspetti, poichè stare bene significa allenarsi con regolarità, il che è la base indispensabile da cui partire per trovare la condizione fisica.
| Un esempio di riscaldamento tecnico-preventivo degli allievi nazionali dell'A.C. Mezzocorona |
- LA FORZA intesa come tonificazione dei muscoli posturali (core stability) e dei muscoli degli arti inferiori meno sollecitati in allenamento (adduttori, flessori in forma isometrica e/o eccentrica)
- LA MOBILITA' ARTICOLARE,attraverso svariate forme di stretching dinamico (slanci, circonduzioni, torsioni, aperture, chiususre ecc...), delle articolazioni maggiormente sollecitate nel calcio:
- coxo femorale
- schiena
- caviglie
- ginocchia.
- LA COORDINAZIONE perchè essere coordinati significa sapersi muovere economicamente e con fluidità, e questo è sinonimo di postura corretta il che riduce di molto la possibilità di incorrere in infortuni di tipo posturale;
- LA PROPRIOCETTIVA utilissima al fine di prevenire problemi di natura articolare (caviglie e ginocchia in particolare) attraverso la sollecitazione dei recettori posti all'interno delle articolazioni.
Dal momento che la qualità è molto più importante della quantità è fondamentale concentrarsi su questi aspetti, poichè stare bene significa allenarsi con regolarità, il che è la base indispensabile da cui partire per trovare la condizione fisica.
giovedì 24 marzo 2011
UNO DEI GESTI CONSAPEVOLMENTE PIU' FREQUENTI, MA MENO ALLENATI... IL CAMBIO DI DIREZIONE
I giocatori ne compiono a centinaia in una partita, con diverse angolazioni e con svariate componenti di forza... è uno dei gesti "a secco" più frequenti ma meno allenati... ed è un gesto nel quale trovi tutto:
- equilibrio
- forza (eccentrica - isometrica - concentrica)
- tecnica di corsa (accelerazione, frenata)
L’ALLENAMENTO DELLA VELOCITÀ E DELLA RAPIDITÀ
DEFINIZIONE DEI DUE TERMINI
RAPIDITÀ: tra le definizioni che vari autori danno al termine rapidità, una abbastanza chiara è quella che la definisce come la capacità organica e muscolare di compiere nel minor tempo possibile e con la massima intensità possibile, un gesto motorio.
Essa non dipende solo qualità organiche, energetiche e/o muscolari, ma anche e soprattutto da componenti nervose, dal momento che per rapidità si intende anche la capacità di saper reagire in brevissimo tempo ad un segnale di ogni natura (visivo, acustico, ecc..); per questo tale capacità è spesso inserita sia tra le capacità condizionali che tra quelle coordinative.
VELOCITÀ: in fisica la velocità è la risultante di due parametri, spazio e tempo, rapportati nel seguente modo: v=s/t; da questa formula si arriva alla banale conclusione che per velocità si intende la capacità dell’organismo di compiere uno spazio nel minor tempo possibile.
Ciò che caratterizza le prime fasi (i primi metri) di uno sprint, è l’accelerazione, una componente di fondamentale importanza poiché è quella fase che, partendo da fermo, ti permette di raggiungere la massima velocità; da questo si capisce chiaramente come una buona accelerazione permetta di raggiungere in minor tempo un’alta velocità.
CARATTERISTICHE DELLA RAPIDITÀ
Premesso che la rapidità è una capacità scarsamente allenabile, poiché essa, come detto precedentemente, è influenzata da parametri principalmente nervosi, ci sono degli aspetti coordinativi che la caratterizzano;
- Innanzitutto la rapidità di reazione è la capacità del sistema neuromuscolare di reagire più velocemente possibile ad uno stimolo, sia esso visivo, acustico o tattile (esempio: lettura della traiettoria di un pallone, partenza data dallo starter, partenza data dal semaforo ecc);
- La capacità di percezione: è importante poter capire e prevedere con un anticipo temporale rispetto ad un avversario come la situazione si evolve, al fine di attuare in anticipo le soluzioni più efficaci. La quasi totalità di questa capacità deriva dall’esperienza individuale che ogni atleta ha nel proprio vissuto motorio e sportivo;
- Rapidità di anticipazione: anche questa, come la capacità di percezione, dipende dall’esperienza del giocatore e si riferisce alla previsione rispetto a quanto un compagno e/o un avversario fanno all’interno di una situazione di gioco.
Dal punto di vista fisiologico invece le componenti che determinano una rapidità di azione sono:
- Rapidità di azione con il pallone: si intende la capacità di muoversi più velocemente possibile mantenendo il controllo dell’attrezzo di gioco;
- Rapidità di movimento ciclica (corsa) e aciclica (salti); ossia saper eseguire determinati gesti motori impiegando il minor tempo possibile.
- Rapidità di azione complessa; si riferisce alla possibilità di muoversi in maniera veloce ed efficace nel minor tempo possibile sfruttando le proprie abilità tecniche e condizionali.
CARATTERISTICHE FISIOLOGICHE DELLA VELOCITÀ
La velocità dipende da parametri:
- Genetici: corredo di fibre lente rispetto a fibre veloci;
- Metabolici: capacità d smaltire velocemente il lattato prodotto;
- Neuromuscolari: maggiore è il diametro delle fibre, maggiore è la forza che esse estrinsecano e quindi maggiore è la velocità. Inoltre maggiore è la velocità di conduzione dello stimolo nervoso e prima si attiva il muscolo scheletrico ed infine maggiore è la capacità di reclutamento delle fibre e migliore è la coordinazione intra ed intermuscolare e migliori sono le espressioni di velocità;
DIFFERENZIAZIONE TRA LAVORI SPECIFICI ED ASPECIFICI NEL CALCIO
Personalmente distinguo i lavori specifici da quelli non specifici: nella prima categoria rientrano tutte quelle esercitazioni che, implicando delle componenti di velocità e/o di rapidità, sono specifiche dello sport in questione (nel nostro caso il calcio) e si ritrovano poi in situazione di gara, mentre della seconda categoria fanno parte gli esercizi che si possono proporre in maniera “standard” indipendentemente dallo sport con cui ci si torva a lavorare.
CAMPO DI APPLICAZIONE E METODOLOGIA DI ALLENAMENTO
QUANDO ALLENARE LA VELOCITÀ E LA RAPIDITÀ: età d’intervento
Osservando la teoria delle fasi sensibili, quella secondo la quale per ogni capacità condizionale e coordinativa appartiene un’età ottimale di intervento al fine di uno suo sviluppo, la velocità e la rapidità trovano il suo maggior grado di predisposizione al miglioramento tra gli 8 ed i 13 anni sia per un discorso muscolare che per un discorso nervoso; infatti in questa fascia d’età lo sviluppo fisiologico e la volontà e la predisposizione ad apprendere sono notevoli.
METODI DI ALLENAMENTO “INDIRETTI”
Dal momento che, come detto sopra, una maggior quantità di forza estrinsecata permette una velocità di esecuzione e/o di corsa migliore, deriva che un aumento della componente forza, sia essa massimale o esplosiva , migliora di conseguenza pure la velocità.
IN CHE FASE DELL’ALLENAMENTO SI PROPONE ed IN CHE GIORNO DELLA SETTIMANA
L’allenamento della velocità affinché avvenga in maniera efficace deve svolgersi in condizioni di non affaticamento neuro-muscolare, per questo va proposto dopo un buon riscaldamento composto da una fase di attivazione blanda, esercizi di mobilità articolare, andature, e proposte con un’intensità sempre maggiore fino al momento di raggiungere il massimo durante le esercitazioni specifiche di velocità e/o rapidità.
Gli altri parametri fondamentali da rispettare affinché sia utile tale allenamento devono essere:
- La massima intensità di esecuzione;
- Una concentrazione mentale massima;
- Il numero di ripetute (non maggiori di 15-20, ovviamente adattabili alla distanza della singola ripetuta);
- Il tempo di recupero sia tra ripetute che tra serie; esso deve essere completo e l’atleta prima di compiere la ripetuta successiva deve aver recuperato totalmente sia dal punto di vista muscolare che, soprattutto nervoso, da quella precedente.
Per quanto riguarda il giorno della settimana in cui inserire un lavoro di questo genere, sostanzialmente sono tutti d’accordo sul fatto che quello precedente alla gara sia il più indicato per la somministrazione di questo genere di stimoli, nonostante non si deve dimenticare (e spesso qualcuno non considera questo fatto) che durante un allenamento, i nostri giocatori sono sempre coinvolti in gesti compiuti alla massima velocità e devono essere sempre con un grado di attenzione e concentrazione tale da vivere le situazioni di allenamento con una capacità di percezione e di anticipazione massima.
Per questo in ogni allenamento si stimolano le componenti di velocità e di rapidità e il compito del preparatore, secondo il mio parere, deve essere quello di creare delle esercitazioni a secco ed in situazione, di comune accordo col mister, che rispettino all’interno del ciclo settimanale, la quantità e l’intensità richiesta dal giorno di allenamento (ovviamente il martedì non avrà la stessa intensità del venerdì).
In conclusione ritengo opportuno proporre, nelle più svariate forme possibili ed adattandole alle categorie con cui si ha a che fare, in ogni allenamento degli stimoli da svolgere alla massima intensità al fine di mantenere sempre un alto grado di “reattività neuromuscolare” nei nostri giocatori, concentrando e dedicando maggior tempo e spazio a questo obiettivo nell’allenamento precedente alla partita.
ESEMPI DI ESERCITAZIONI specifiche e aspecifiche
Aspecifiche:
- VELOCITÀ’:
- sprint su varie distanze (10-20-30mt)
- con componente di forza esplosiva:
- sprint brevi in salita (15 mt)
- sprint con sovraccarichi (traini, ecc) su 10-20 mt
- tecnica di accelerazione: lavorare sul concetto di progressività della lunghezza dei passi (attraverso i cerchi o i cinesini), appoggio del piede, spinta della gamba, movimento alternato arti superiori ed inferiori.
- Cambi di direzione
- Frenate
- …..
- RAPIDITÀ:
- Slalom stretto
- Andature in frequenza (skip, calciata, doppio impulso, ecc..)
- Scaletta (agility ladder)
- Proposta di varie forme di skip (tra gli ostacoli bassi, tra i cerchi, movimento ad 8).
- …..
Specifiche:
- 1 vs 1 alla massima intensità partendo da diverse distanze rispetto alla porta
- 1 vs PORTIERE conducendo palla alla massima velocità possibile
- Serie di sprint (5-10 mt) abbinando allo scatto un gesto tecnico
- ……..
Alessandro Gelmi
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